lunedì 4 aprile 2016

Recensione Una Dolce Ostilità di Marianne Kavanagh

Titolo 
Una Dolce Ostilità
Autrice 
Marianne Kavanagh
Valutazione: 
Editore: Garzanti
Pagine: 294
Prezzo: € 16,90
Ebook: € 9,99
Trama
Kim ha una sola certezza: odia Harry con tutta sé stessa. Eppure è costretta ad averlo sempre tra i piedi, a vederlo ogni giorno girare per casa. Perché è il migliore amico di sua sorella. La sua famiglia lo adora, ma Kim non riesce a fidarsi di lui. Non hanno nulla in comune. Harry si occupa di finanza e la carriera sembra essere il suo unico obiettivo, mentre lei fa volontariato e lavora per un ente no profit. Sono l’uno l’opposto dell’altro e non fanno altro che discutere. Fino a quando il destino non li unisce oltre la loro volontà: devono prendersi cura insieme del nipotino di Kim. E da allora tutto cambia. Giorno dopo giorno, la ragazza scopre che Harry ha sempre indossato una corazza per nascondere il suo animo ferito. Scopre che è stato costretto a crescere troppo in fretta. E nel profondo dei suoi occhi all’improvviso intravede qualcosa che non può dimenticare. Ma a cui non riesce a credere. Non è facile per lei accettare che Harry possa essere una persona diversa. Troppa ostilità ha diviso i loro cuori per tanto tempo. Eppure nel profondo di sé stessa sente che quell’odio forse non è nient’altro che una forma di amore. Ci vuole solo coraggio. Perché a volte per trovare l’anima gemella bisogna cercare proprio lì dove meno ci si aspetta. Dopo il grande successo di Un incantevole imprevisto, per settimane in classifica in Italia, Marianne Kavanagh torna dai suoi lettori che attendevano con ansia un nuovo romanzo. Una dolce ostilità è una storia in cui l’amore gioca a nascondino. Ma arriva sempre il momento in cui è il cuore a dettare legge, in cui uno sguardo racconta più di mille parole. Non si può fermare la magia del conoscersi, dell’innamorarsi, del non perdersi mai per nessuna cosa al mondo.

Recensione

Kim odia Harry con ogni parte di se stessa. Il suo è un odio profondo per ciò che lui rappresenta: successo, agio, stabilità, ricchezza. Tutte cose che lei non ha, che non ha mai avuto e che non potrà mai avere. Sua madre è una farfalla che svolazza libera da ogni responsabilità, suo padre non esiste e l'unico punto fondamentale della propria famiglia è la sorella maggiore Eva, della quale è costretta a prendersi cura. Eva è fragile, ingenua, altruista, vive nella semplicità, togliendo dal suo mondo il lusso superfluo, tutto il lusso che Harry rappresenta. Paradossalmente, Harry ed Eva sono migliori amici, cosa inconcepibile per Kim che crede che i due abbiano una storia d'amore. Per questo lo odia ancora di più. Perché per lei Harry non è l'uomo giusto per sua sorella. Forse, però, è solo una traccia inconfondibile di sentimenti a cui necessariamente preferisce non dar peso. Perché Harry non è nemmeno l'uomo giusto per lei. O così è portata a credere, finché due enormi drammi non segnano irreparabilmente la sua vita.
Avete presente quando un romanzo non sapete se odiarlo con tutto il cuore - un po' come Kim con Harry - oppure amarlo nonostante tutti i suoi difetti? Già, sembrerebbe la stessa storia di questi due protagonisti, divisi tra odio e amore, ostilità e legami indissolubili. Kim non riesci ad amarla, è un dato di fatto. Perlomeno è quello che è successo a me. Troppo pungente - il che non è necessariamente un difetto - ma alla fine troppo inquadrata nelle sue convinzioni, tanto che è impossibile distoglierla dalle sue incrollabili certezze. Sarebbe così semplice lasciarsi dominare dal cuore. Lei non lo fa. Mai. Fino all'ultimo. Fino a quando qualcosa non cambia, ma alla fine è troppo tardi, per chi la legge, entrare in sinergia con lei.
Il suo personaggio, così testardo, così perseverante, così irritante, minaccia di storpiare l'intera storia. Per fortuna c'è Harry. Sciolto, attento, indistruttibile, dolce, protettivo. Harry mi è piaciuto moltissimo come ho adorato la sua storia, un clichè classico che ricalca il solito passato tormentato, ma che sa donare un qualcosa in più rispetto al personaggio di Kim. Più gusto, più intensità, più forza, più affinità. E poi c'è Eva. Dolcissima, un po' ingenua, un po' hippy con le sue idee bizzarre, ma eternamente fragile, emozionante. Alla fine capisci molte cose di lei che non avevi intuito, che non ti erano minimamente passate per l'anticamera del cervello. 
Passiamo all'odio viscerale che Kim nutre per Harry. Lo odia, con tutta se stessa, questo è palesemente chiaro, lo si evince dalla miriade di insulti, alcuni pacati altri meno, e dalle stoccate che questa continua solennemente a impartirgli durante i loro incontri. Talvolta risulta divertente assistere a questo scambio di provocazioni/risposte tra i due. Perché poi, va detto, ad Harry l'odio che Kim nutre nei suoi confronti non lo tocca in apparenza minimamente. Probabilmente non lo comprende appieno - un po' come il lettore -  ma della sua furia emotiva e dei suoi attacchi ripetuti se ne infischia. Anzi, se li cerca per divertirsi, o per creare l'unico contatto possibile con lei.
Il motivo o i motivi che hanno spinto la ragazza a detestarlo non son ben chiari o perlomeno possono essere comprensibili fino ad un certo punto. E' normale che Kim si preoccupi della fragile sorella maggiore e quindi tenti di proteggerla con tutte le sue forze da un ragazzo che, a suo parere, non è innamorato di lei, che non è fatto per lei. 
E' anche un po' strano, però, come quest'odio nasca: da una piccola battuta innocente che innaturalmente scatena il pandemonio e fa fiorire un'antipatia inutile. Ok, aggiungiamoci che Harry le risulta anche insopportabile perché lui ha tutto mentre lei proviene da una famiglia povera, che non ha praticamente avuto. La madre l'ha abbandonata per trovare se stessa e il padre...bè, il padre non è mai entrato nelle loro vite. Questo aspetto, però, potrebbe anche far pensare che Kim possa essere quasi invidiosa del successo di Harry. Cosa che poi fondamentalmente non è vera. Si potrebbe pensare che sia completamente innamorata di lui, tanto da essere persino gelosa del suo legame con la sorella. Questo potrebbe spiegare molte cose. Però mi lascia perplessa il fatto che nessuno dei due faccia un passo per avvicinarsi, per confrontarsi una volta per tutte durante tutto l'arco di tempo in cui la storia viene narrata, e vi assicuro che sono parecchi anni. Uno dei due avrebbe potuto chiedere chiarimenti, l'altro avrebbe potuto urlargli in faccia la verità. Ma nessuno dei due compie questo passo e ci si ritrova all'ultima pagina con determinati sentimenti. 
Devo dire che il finale è quello che mi aspettavo, niente di più e niente di meno. Da un libro strano - perché sostanzialmente questo è un libro che mi ha lasciato tante emozioni, sia positive che negative e ancora devo capire quale delle due predomina sull'altra - mi aspettavo esattamente questo. 
Però vi dico una cosa, non iniziatelo se avete in mente un romance, o un new adult, o semplicemente una storia d'amore. Si, si parla d'amore: amore tra sorelle, amore racchiuso in una dolce ostilità (a volte non proprio dolce). Però se state cercando una storia d'amore, quella zuccherosa, quella passionale, quella comunque semplice, non cercatela qui. Questo è un libro in cui all'amore si arriva per gradi, attraversando situazioni in cui l'amore è la base di tutto ma in cui, in realtà, lo si respira solamente. Perché in sostanza non lo si afferra per molto, moltissimo tempo. E quando lo si afferra, bè...forse tutto quello che dobbiamo fare è immaginare.
Una Dolce Ostilità non l'ho trovato noioso, l'ho trovato una piacevole, strana, emozionante avventura in un bagno di fragilità e paure. Le certezze fasulle sono come piccole illusioni che si perdono in un mare di pregiudizi. Si spreca solamente del tempo prezioso. Perciò, la maggior parte delle volte, è sempre meglio ascoltare il cuore e lasciarsi dominare dalle sue escandescenze e dai suoi ritmi frenetici.

2 commenti:

  1. Ho letto un'altra recensione come la tua,anzi più deludente.Dalla trama sembrava diverso.Grazie

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    1. Si, dalla trama ero convinta si trattasse più di un romance completo.

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