giovedì 12 novembre 2015

Recensione Il Canto Del Ribelle di Joanne Harris

Titolo
Il Canto Del Ribelle
Autrice
Joanne Harris
Editore: Garzanti
Pagine: 319
Prezzo: € 16,90
Ebook: € 9,99
Trama
Per Loki, il dio delle fiamme, intelligente, affascinante, ingannatore, spiritoso, l’accoglienza ad Asgard non è delle migliori. Nella città dorata che s’innalza nel cielo in fondo al Ponte dell’Arcobaleno, dove vivono le donne e gli uomini che si sono proclamati dèi, tutti diffidano di lui, che ha nelle vene il sangue dei demoni. Malgrado la protezione di Odino, Loki ad Asgard continua a non essere amato: quello è il regno della perfezione, dell’ordine, della legge imposta. Entrare definitivamente nella schiera delle divinità più importanti, per lui, è impossibile: non solo gli viene impedito, è la sua stessa natura ribelle a impedirglielo. Ma arriva il momento della sua riscossa. Il mondo delle divinità è agli sgoccioli, una profezia ne ha proclamato la fine imminente. E Loki potrà mettere le sue capacità al servizio di Asgard e dei suoi abitanti. È lui che si adopera, con la sua astuzia, per trarre in salvo Thor e compagni. Ma gli dèi sono capricciosi, volubili e di certo non più leali di Loki. Adesso è giunta per lui l’ora di decidere da che parte stare, chi difendere e contro chi muovere battaglia. E di scoprire se i suoi poteri e la sua astuzia possono davvero salvarlo dalla fine che minaccia i Mondi e le creature, umane e divine, che li abitano. Joanne Harris ci porta nelle atmosfere piene di fascino della mitologia nordica: le divinità buone e cattive, i popoli in lotta tra loro, le forze oscure, le città fantastiche e le battaglie sanguinose. Protagonista assoluto è Loki, il dio temuto ed esiliato da tutti che cerca il suo riscatto: è lui a raccontarci la sua versione dei fatti, secondo una prospettiva diversa da quella che abbiamo conosciuto sin qui. Preparatevi a scoprire Odino, Thor e le altre divinità norrene come non li avete mai conosciuti.


Recensione

Come potete notare da titolo e cover, oggi parliamo de Il Canto Del Ribelle, opera firmata da Joanne Harris e dedicata al personaggio più intrigante, snervante, irritante e seducente della mitologia nordica: l'ingannevole Loki, Dio dell'inganno per l'appunto, il burlone della corte ma il più astuto tra gli dèi nordici. Partiamo col dire, cosa che non sapevo e che ho poi realizzato durante la lettura, che Il Canto Del Ribelle non è altro che la storia della nascita dei mondi, della creazione di Asgard, della vita oziosa delle divinità, dell'attesa del Ragnarok, la battaglia finale. Ogni passo è raccontato da un narratore d'eccellenza, uno senza scrupoli, senza (apparente) coscienza. Da un dio calcolatore e burlone, da un demone del fuoco, da un ingannatore con i fiocchi, dalla parlantina seducente e magnetica. Tutti questi aggettivi, molto probabilmente, non faranno altro che accrescere la sua già mastodontica stima in se stesso, gonfiando il suo smisurato ego. Ma, d'altra parte, è la pura verità. Loki è un personaggio che si apprezza e si disprezza in egual misura, unisce e divide, infonde simpatia e antipatia per ciò che rappresenta e per ciò che combina. Crea guai e con astuzia ripara il danno. Magari all'inizio ha cercato anche di farsi accettare da quella cerchia ristretta di dèi altezzosi, diffidenti e capricciosi. Il suo nome e la sua fama non l'hanno certo aiutato. Magari si aspettava un'accoglienza migliore, magari avendola tutto sarebbe cambiato, tutto si sarebbe svolto diversamente...naaaa, pensandoci bene, non credo. In fin dei conti, chi nasce demone non può certo comportarsi come il più angelico delle creature, non credete?
E poi quelle divinità sono volubili, arroganti e avide, non proprio la scelta migliore, per Loki, per trovarsi un amico.
Ma torniamo alla nascita di Asgard e ad Odino, personaggio complesso, egoista, spietato. In questo sono perfettamente d'accordo con Loki. Odino è il più manipolatore tra le divinità nordiche, uno a cui non dovresti mai voltar le spalle. E gli altri dei, seppur ammantati della solita aura di alterigia, non sono da meno. Parliamo di Thor, la cui immagine ultimamente è molto migliorata grazie ad un risvolto cinematografico, ma che la Harris ci mostra nel suo lato meno felice. Thor è egocentrico (ma va?), competitivo, sempre pronto allo scontro, leggermente (ma dico leggermente eh?!) borioso. Insomma l'esatto contrario del figone tutto muscoli, cervello e pronto al sacrificio dell'eroe costruito dalla Marvel. Ma ci può stare, possiamo anche convivere con questa differenza. Poi abbiamo Balder, Frey e Freyja, Heimdall, Honir e così via, tutti , chi più chi meno, troppo preoccupati ad avvilupparsi nel loro mantello di potere. E fu così che, il più scaltro di loro, li ingannò un po' per volta, si prese gioco di loro e si conquistò, ancor di più, la fama di spietato manipolatore.Divertente, spietato manipolatore. Eh si, Loki diverte, convince e appassiona per il suo tagliente sarcasmo, per la sua irresistibile franchezza, per il suo incedere sempre in bilico tra Bene e Male e per il suo, talvolta pessimo, tempismo. Loki non sa tenere la lingua a freno, crea innumerevoli guai, la maggior parte consapevolmente, ma non si può, almeno per quanto mi riguarda, non amarlo. Si, avrei voluto strozzarlo in altri momenti, non sono sempre stata dalla sua parte e non ho condiviso molte sue scelte, ma alla fine si rivela sempre un personaggio unico, impareggiabile se confrontato con altri della storia.
E visto che la storia è proprio narrata da lui, il romanzo non poteva essere che pungente, avvincente, ironico e piacevole. E la Harris che lascia il controllo al suo personaggio più sarcastico (secondo me è direttamente Loki che le ha strappato il timone di comando) è una di quelle autrici che non avevo mai letto ma che sono ben felice di aver conosciuto e apprezzato, sia per la sua straordinaria destrezza nel gestire personaggi così volubili e complicati, sia per aver infuso energia e divertimento in ogni momento e al suo più importante protagonista. Leggermente stopposo in alcuni momenti, devo ammetterlo, ma scorrevole e avvincente negli altri, Il Canto Del Ribelle è la lettura di Loki, delle sue scelte, del suo percorso di vita, delle sue sofferenze e anche delle sue gioie (la scena con i suoi figli e qualche altro atteggiamento lo rendono, senza dubbio, molto più umano di quanto crede). Tutt'altro che modesto, allergico alla dolcezza, tagliente come un'ascia e furbo oltre ogni dire, Loki è irresistibile, lo è sempre stato e l'ha riconfermato anche in questa storia.

8 commenti:

  1. Vuoi vedere che adesso Loki è il buono della situazione? Ahahahah devo ammettere scemottì che non è che c'ho capito tanto ;D e poi ogni volta che penso a Loki, Thor e Odino mi immagino Chirs Hemsworth, Tom Hiddleston e Anthony Hopkins >_<
    Comunque il libro mi ricorda il film ma anche la saga di Lena Valenti con il Ragnarok...
    Quindi... voto? ^-^

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    1. Ehm magari all'inizio un po' pena mi ha fatto..poi è bello tosto eh! Hai visto che non metto più il voto? Tanto si capisce quando qualcosa piace o no, comunque per te faccio un'eccezione..siamo sul quattro ^^

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  2. Adoro la mitologia norrena e l'ho preso giusto la settimana scorsa. Dopo la tua recensione mi ha incuriosito ancora di più. Devo assolutamente finire almeno un paio dei libri in corso e dedicarmici.

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    1. Oh ma che bello, sono lieta di averti incuriosita ancora di più. Quando lo leggerai, se vorrai venire qui a farmi conoscere il tuo pensiero mi farebbe molto piacere ^_^

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  3. Mi è stato regalato in ebook e non vedo l'ora di leggerlo, in giro non ho letto neanche una recensione negativa *_* Ma fa parte di qualche serie o lo posso leggere tranquillamente? :)

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    1. Ciao Deb cara! Si, fa parte di una serie, è un prequel, ma come ho fatto io che non ho letto gli altri due libri, anche tu puoi leggerlo tranquillamente così. Gli altri due romanzi hanno due ragazze come protagoniste. Comunque se volessi ripescare gli altri sono: Le Parole Segrete e Le Parole Di Luce.

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  4. a me già piaceva più Loki che Thor, ho un debole per i cattivi. Questo libro mi ispira molto, anche se ho paura che sia un po' lento

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    1. Anche a me Chiara, ho sempre preferito più Loki a Thor anche in fatto di aspetto fisico ^_^

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