giovedì 5 marzo 2015

Recensione Tracce Di Memoria di Peter Lantos

Titolo
Tracce Di Memoria
Autore
Peter Lantos
Editore
Giunti
Pagine
304
Prezzo
€ 14,90
Ebook
€ 9,99
Trama
Imparare a contare fino a dieci può essere un gioco, un piccolo esercizio da condurre insieme alla mamma, a cinque anni nella spensieratezza della propria camera. Non è lo stesso se il gioco si trasforma in una pratica di sopravvivenza, per evitare i geloni alle dita nel freddo della spianata di Bergen-Belsen, in attesa dell’appello mattutino.
Peter Lantos è ancora un bambino quando, insieme alla sua famiglia, viene prelevato dalla casa di Makó, in Ungheria, e rinchiuso prima nel ghetto della città e poi costretto a un lungo viaggio che lo condurrà al lager tedesco. Saranno gli americani a trarre Peter in salvo, ma lo stalinismo sovietico costringerà il ragazzo ad affrontare nuovamente gli stenti di una vita senza la piena libertà.
Fuggito a Londra e divenuto adulto, Peter ripercorre le tappe del suo viaggio. Dopo anni trascorsi a studiare la mente umana come neurologo, non accetta che il ricordo di quei giorni sia per lui così confuso. Ma la ricostruzione è molto difficile: i testimoni stanno morendo, i luoghi hanno cambiato geografia e aspetto.
Aggrappandosi a ogni indizio e risalendo alle origini di ogni traccia di passato, Peter ricompone i ricordi. Questo è per lui il modo di tenere viva la memoria del suo viaggio, e di restituirla a tutti noi. 

Recensione

Peter Lantos è un bambino ebreo di soli cinque anni che nel 1944 viene deportato da Makò, insieme ai suoi genitori, nel campo di concentramento austriaco di Bergen-Belsen. A Peter viene sottratta l'infanzia felice che spetterebbe ad un qualsiasi bambino della sua età perché ebreo e nato nel bel mezzo dell'ascesa al potere della Germania nazista di Hitler. A soli cinque anni, Peter conosce gli orrori della guerra, della perdita, della brutalità umana, della privazione, degli stenti e dell'umiliazione. Vive sulla propria pelle l'atroce realtà dei campi di concentramento, guarda con gli occhi di un bambino incosciente la cruda ineluttabilità della malattia e della morte, respira a pieni polmoni la sottrazione della dignità umana. L'umiliazione che comincia dalla privazione del cibo e dell'acqua e che continua, inesorabile, con i campi di lavoro, le percosse subite per cause futili o nulle, la costrizione a vivere in piccole baracche fatiscenti e putride, ammassati come animali da macello. 
L'autore, lo stesso Peter Lantos, ripercorre il suo viaggio a ritroso nel tempo, cercando di collocare i tasselli mancanti della sua infausta infanzia regalando al lettore un percorso forte e significativo che segna uno dei periodi più bui e terribili della storia mondiale. Dalla deportazione ai campi di concentramento al regime comunista degli anni '50, Peter Lantos ricalca le proprie orme consultando archivi storici, incontrando eroi mai dimenticati e riportando alla memoria tempi, luoghi e persone che dovrebbero rimanere indelebili nel cuore e nella mente di tutti. C'è una frase che mi ha particolarmente colpito dell'autobiografia, ed è questa: "Anche se me ne resi conto solo molto più tardi, a Strasshof colsi per la prima volta le implicazioni pratiche del concetto di punizione senza crimine né causa: si è colpevoli per il semplice fatto di esistere."
Non bisognerebbe aggiungere null'altro e io non lo farò. Parlare di ciò che ho letto non è affatto facile. Cercare di dare un senso a tutto quanto è accaduto in passato, anche se sembra essersi svolto anni luce da noi ma non lo è, è ancora impossibile. Cercare di dar forma alle emozioni che ti pervadono quando senti risuonare l'eco di queste storie passate, e poi metterle su carta o in questo caso su un foglio di word, è difficile. Praticamente, direi per l'ennesima volta impossibile. Sono convinta che leggere una storia come questa, ripercorrere con un film o un documentario gli eventi accaduti agli ebrei durante la seconda guerra mondiale sia di vitale importanza per la nostra memoria, per la memoria di chi non ha vissuto quelle atrocità e di chi verrà in futuro. Perchè è fondamentale ricordare affinché questo non accada mai più. 
Peter Lantos, ora diventato un celebre neuroscienziato, ripercorre la propria storia partendo dal racconto di quel bambino di soli cinque anni, affidando alla sua memoria i momenti migliori e peggiori della sua infanzia, della sua adolescenza e della sua maturità. Con estrema praticità e determinazione, servendosi dei suoi ricordi, ci conduce attraverso luoghi divenuti tragicamente famosi, alla ricerca di persone, superstiti come lui che possono far chiarezza sui ricordi sbiaditi di quegli anni terribili. Ricompone dei tasselli mancanti e ricostruisce la propria storia regalandola, con dovizia di particolari e densità di emozioni, al lettore.

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