giovedì 28 agosto 2014

Le Recensioni di Jessica: L' Ultimo Battito Del Cuore di Valentina Cebeni

Titolo
L'Ultimo Battito Del Cuore
Autrice
Valentina Cebeni
Valutazione
Editore
Giunti
Pagine
304
Prezzo
€ 12,00
Ebook
€ 6,99
Trama
Nell'incantevole campagna del Kent, Penelope non arriva per caso. Dopo la tragica scomparsa di Adam, il suo unico amore, in un incidente d'auto a cui lei è miracolosamente scampata, si lascia convincere a trascorrere un periodo di tempo nella magnifica tenuta di sua sorella Addison. Ma a casa dei Walker la situazione è tutt'altro che tranquilla. Il matrimonio tra Addison e Ryan, costretto su una sedia a rotelle, peggiora di giorno in giorno, così come l'umore della sorella, sempre più fredda, tagliente e scontrosa. L'unica consolazione per Penelope è prendersi cura del giardino da troppo tempo trascurato. Con l'appoggio di Ryan e l'aiuto di Tristan, il taciturno vivaista del paese, quel rettangolo di terra infestato da erbacce si arricchisce di una grande varietà di piante e fiori colorati. Tuttavia i violenti litigi con Addison, il tormento del ricordo di Adam e una serata fatale trascorsa con Ryan fanno sentire Penelope sempre più sola e in balìa delle onde del destino. L'unica voce a raggiungerla nel profondo è quella di Tristan, il primo uomo dopo Adam ad attrarla misteriosamente... La storia romantica e struggente di una donna in cerca della sua nuova strada.


Penelope vive chiusa nella sua perdita, quella del suo grande amore Adam. Un per sempre inaccettabile che viene sconvolto da Addison, sua sorella, che la trascina con sé nel Kent. Vivere insieme a lei e ai loro vecchi rancori sembra una battaglia persa. Ad aggiungersi vecchi e nuovi drammi e nuove conoscenze che sembrano poterla risvegliare, anche se poco, dal freddo in cui Penelope è sprofondata. Solo Tristan saprà regalarle la verità e il primo vero battito, quello familiare, quello di un tempo.
C’è un sentimento nascosto fra le pagine di questo libro. Questo sentimento spesso nasce, cresce ma non muore. Sguscia laddove le pagine sembrano immagini su di una vecchia pellicola ormai ingiallita dal tempo che scorre. Si libera fluido come la pioggia e scorre nelle vene mischiato alla vita. Spesso ci punge nel profondo incapace di mostrarsi, ma solo di farsi sentire. Ogni volta che lo percepiamo lo neghiamo e ogni volta che lo neghiamo, ci sentiamo soli e persi. Un sentimento senza odore e colore, non come quello dell’amore che immediatamente si dipinge di rosso e sa di passione e rose. L’unico modo di descriverlo a qualcuno, è chiamandolo per nome. “L’ultimo battito del cuore” è la PAURA della vita, di andare avanti, di non farcela a uscire da se stessi prima di morirci dentro. Paura come sentimento, come emozione di cui si riempie ogni anfratto.
Questo romanzo nella sua semplicità ci porta dentro vite che non sono così tanto distanti da noi. Ci guida in situazioni vicine ma che abbiamo spesso allontanato per renderci la via più facile. Ogni battito però, le incolla sempre di più a ciò che siamo. Perché la paura di vivere e viverci non può essere messa in stand-by. Perché c’è sempre un limite entro il quale in maniera naturale si spegne la sofferenza e ricomincia la risalita, un orologio naturale che ci spinge a correre verso la luce del sole e il profumo dei fiori a primavera. È un messaggio intrinseco nell'anima, che prima o poi si vuole salvare da sola.
L’autrice racconta la paura di andare oltre. Come se ci fosse qualcosa di sbagliato nel voler ricominciare, o come se semplicemente non fosse possibile né fisicamente né psicologicamente. Quella condizione in cui ci si vuole perdere e mai più ritrovare. I protagonisti vivono i loro drammi, in modi diversi. Chi prendendo a calci la vita, chi trasformando le sue paure e i suoi drammi in uno scudo difficile da distruggere.
Penelope riesce a colpire in diversi modi il mio cuore. Il primo battito è di empatia. Sento di poter afferrare la sua sofferenza, di capirla e condividere con lei il dramma della perdita di Adam. Lascia senza fiato. 
Mi chiedo come si possa fare per andare oltre. Il secondo battito è diverso, non la comprendo più. Sembra aggrapparsi alla sofferenza e alla paura. Si veste con esse, non vuole rompere l’involucro in cui si è rinchiusa gettando via la chiave. Sembra fare tutto apposta, sembra che il mondo venga dopo di lei. È chiusa in ciò che sente, gli altri non esistono qualunque cosa abbiano da dire.
Nel terzo battito provo speranza. La stessa che si rincorre quando si cerca qualcosa di buono… Poi alla fine realizzi che è vero, “la speranza è l’ultima a morire”.
In alcuni momenti ho pensato che in questo romanzo ci fossero solo disgrazie e che ognuno dei protagonisti portasse con sé solo sofferenze, giorni spezzati e paure. Non c’è un’esplosione di quella voglia di vivere che viene dopo la tragedia, piuttosto ho apprezzato il modo sincero e leggero, in cui si impara a dare tempo al tempo e alle persone. Il lento camminare dell’istinto che si rialza prendendo una nuova strada. Il lamento dello stomaco che chiede di nuovo cibo. Il dolce assetto della vita che si accomoda su un prato e sceglie la strada giusta da percorrere e lo fa con calma, con un sorriso. Lo fa perché è naturale… dopotutto è un istinto “animale”.

0 commenti:

Posta un commento