venerdì 29 agosto 2014

L' Intervista Con...Isabel Harper!

Buongiorno lettori! Oggi abbiamo una piccola sorpresa per chi segue, legge e sogna con la letteratura fantasy per ragazzi. Ho avuto il piacere di intervistare per voi Isabel Harper, un duo di scrittori italiani e creatori della saga "Il Fuoco Segreto di Altea". Con molto piacere ne è venuta fuori una simpatica intervista in cui i due autori, marito e moglie, ci svelano segreti, sfide e progetti di questa loro magica avventura.


1. Come vi siete avvicinati al mondo della scrittura e quando avete deciso di cimentarvi insieme in questa esperienza?

Ci siamo avvicinati alla scrittura molti anni fa. La nostra prima raccolta di racconti per bambini, “I racconti di Mago Alfredo”, l’abbiamo scritta durante il nostro viaggio di nozze.

2. Lavorare in coppia può essere divertente e nello stesso tempo molto difficile. Qual è l'aspetto migliore nella scrittura a quattro mani?

Ci sono molti aspetti positivi nel lavorare a quattro mani. Innanzitutto è più semplice essere creativi: è come se la fantasia di ciascuno di noi fosse amplificata da quella dell’altro. Lo stesso accade in fase di scrittura: il lavoro di uno viene ripreso e ampliato dal lavoro dell’altro. È molto bello rileggere le proprie pagine e trovarle arricchite e trasformate. In una parola: completate.

3. E come riuscite ad appianare le vostre divergenze quando non siete d'accordo su qualcosa?

Ne parliamo, e se proprio non troviamo subito un punto di vista comune, ci prendiamo una pausa e riprendiamo il discorso in un altro momento. Un buon sistema è staccare la spina: usciamo a mangiarci una pizza o a fare una passeggiata. Oppure, se siamo nel fine settimana andiamo a tirare con l’arco. Quando riprendiamo l’argomento, di solito la soluzione è li che ci aspetta e il problema ‘tecnico’ si supera facilmente!

4. Siete due autori estremamente attivi per quanto riguarda la collaborazione con le scuole e gli incontri con i ragazzi. Qual è il rapporto dei giovani d'oggi con la fantasia?

I ragazzi sono letteralmente affamati di storie: sono grandi consumatori di film, racconti, videogiochi. Ma a loro non basta guardare e ascoltare: hanno un gran desiderio di creare le loro storie. Le hanno ‘dentro’: noi ce ne accorgiamo tutte le volte che li incontriamo durante i nostri laboratori. Basta dare loro lo spazio e il tempo e anche i più timidi riescono a tirar fuori tutta la loro fantasia.

5. E cos'è per voi la fantasia?

È la capacità di sognare. L’abbiamo tutti, è qualcosa di indispensabile, come l’aria per respirare. Non è semplice creatività o inventiva, né la capacità di creare storie o opere d’arte. È qualcosa di più profondo, che può spingere le persone a cambiare e a immaginare un futuro migliore. 

6. Com'è nata l'idea e da dove avete acquisito l'ispirazione per la creazione della saga "Il Fuoco Segreto di Altea"?

A noi piace molto citare una frase di Alan Bennet: “l’ispirazione non viene, bisogna andare a prenderla!” E infatti i nostri libri sono frutto di lunghe discussioni, confronti, appunti, ricerche. Nel nostro caso, abbiamo preso spunto dall’antico mito greco di Altea, cui era stato predetto che il figlio sarebbe morto il giorno in cui l’ultimo tizzone del camino si fosse completamente consumato. Perciò Altea racchiuse il tizzone in uno scrigno… Ma questo è stato solo il punto di partenza, cui sono seguiti mesi di chiacchierate, discussioni, progetti, in cui alcune idee sono state scartate e altre sono poi confluite nel libro… Un lavoro lunghissimo, che non è ancora finito.

7. Quale vostro personaggio vorreste fosse reale e perché?

Dedalus, il Custode delle Invenzioni Dimenticate. Ci piacerebbe entrare nel suo Bazar delle Meraviglie e curiosare in quella montagna di oggetti strani e un po’ magici, ognuno dei quali racchiude una storia e un’avventura.

8. Siete scrittori, lavoratori e genitori. Come fate a ritagliare nella vostra giornata del tempo per la scrittura? E quindi, quanto tempo riuscite a dedicarle?

Noi immaginiamo la giornata come un barattolo di vetro. Incominciamo a riempirlo con dei sassi, che rappresentano le cose più importanti: la famiglia, il lavoro. Poi versiamo nel barattolo dei sassi più piccoli, che s’infilano in ogni spazio libero: questo è il tempo dedicato alle incombenze pratiche. Infine ci versiamo della sabbia, che rappresenta la scrittura. A questo punto, la giornata è davvero piena! In poche parole, il tempo per la scrittura è quello che resta dopo quello dedicato alla famiglia e al lavoro. Non è molto, ma è un tempo prezioso, che ci rigenera, perché è dedicato a qualcosa che ci appassiona moltissimo: creare storie.

9. Quali sono stati i libri preferiti della vostra infanzia?

Sicuramente i grandi classici: L’isola del tesoro, i Viaggi di Gulliver, Ventimila Leghe sotto i mari, La macchina del tempo, Le avventure di Huckleberry Finn, Il richiamo della foresta, Il libro della Giungla, Le Tigri di Mompracem, Le avventure di Pinocchio… Questi sono solo alcuni dei romanzi che abbiamo letto e amato nella nostra infanzia. Citarli tutti è impossibile. Siamo cresciuti tutti e due a pane, Nutella e libri d’avventura!

10. I vostri autori preferiti?

David Grossman, Alan Bennet, Michael Crichton, Luis Sepulveda, Gabriel Garcia Marquez, Jorge Amado, Isabel Allende, Andrea Camilleri, Stefano Benni, Neil Gaiman, Robert Sheckley, Daniel Pennac, Italo Calvino, Gianni Rodari… per citarne giusto qualcuno. Poi amiamo molto i grandi autori come Tolstoj, Shakespeare, Moliere, Goldoni, Rabelais, Angiolieri, Boccaccio, Manzoni, Verga, Hugo… Anche qui, è impossibile elencarli tutti.

11. Dopo l'ultimo volume della saga, a quali progetti vi dedicherete?

Abbiamo un cassetto pieno di idee, ma non è detto che le realizzeremo tutte. A volte, rileggendo un’idea dopo qualche tempo ci accorgiamo che non è così buona come credevamo all’inizio. Per questo le annotiamo e le lasciamo riposare per un po’. Insomma, non abbiamo ancora deciso quale sarà la prossima idea che svilupperemo. Per ora siamo molto occupati a terminare Altea.

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