venerdì 2 maggio 2014

Le Recensioni di Jessica: Le Mele Avvelenate di A.A. V.V.

Titolo
Le Mele Avvelenate
Autori
A.A. V.V.
Valutazione
Editore
La Mela Avvelenata
Prezzo Ebook
€ 2,05
Trama
Oggetto del desiderio, merce di scambio, o arma letale: una mela avvelenata. Undici autori per undici racconti per un’antologia nata da un concorso per celebrare la mela più crudele della letteratura. 

La mela non sarà più lo stesso frutto. Undici autori e i loro undici racconti, ci racconteranno un’inedita mela che più avvelenata non si può.
In questa recensione vi parlo di una raccolta di 11 racconti, intitolata “Le mele avvelenate”. Una raccolta fra l’altro molto singolare, dove troviamo paure e morali al posto di favole e mele glassate. Personalmente ho voluto trarre qualcosa da ogni racconto, quindi vi dirò quello che ogni singola breve storia mi ha dato, rischiando anche così di travisare il significato che l’autore voleva trasmettere, però credo che l’importante sia proprio trarne qualcosa.
Premetto che in ogni storia c’entrano le Mele, il fulcro attorno al quale gira proprio questa raccolta ed è l’Italia a fare da sfondo a tutte le storie, quindi ottima scelta.
Il primo racconto per me è stato semplicemente traducibile così: “Chi troppo vuole nulla stringe” o anche “Chi di spada ferisce di spada perisce”. Tradire i propri uomini per arrivare alla conquista di qualcosa e poi ucciderli quando si è a un passo da essa. In questo racconto il tradimento viene pagato con la vita e la metafora che io ne ho tratto è che sostituire persone con cose o potere alla lunga ci fa soltanto morire dentro.
Veniamo al secondo che a mio avviso contiene questo messaggio: “Siamo tutti vittime del sistema, siamo tutti comandanti e comandati”. Un po’ come a dire che oggi hai uno scopo, domani non più e vieni scartato, i rapporti umani sono ridotti a interessi, non a caso la politica fa un po’ da sfondo a questo racconto. Una mela avvelenata che sa di complotti, soldi e potere.
Nel terzo troviamo Diana, delusa dalla sua vita e da quello che non le ha concesso di vivere tanto da proiettarlo con forza nella sua vita, attirando così la dimensione oscura e finendo per mordere la mela. 
Facendo così non solo sceglie di non andare avanti ma anche di restare nella delusione. “Mai arrendersi?”
Il quarto: “Portare rancore non serve a niente, uccide dentro e basta”. Questo racconto ci propone di vedere il rancore sottoforma di mela. Tanto più essa è avvelenata tanta più gente morirà. Forse si potrebbe evitare di portarlo con sé negli anni, magari affrontandolo.
Nel quinto non sono riuscita a carpire un significato particolare, ahimè, forse mi è sfuggito. Ditemelo!
Il sesto mi ha detto: “Non innaffiate i vostri figli con troppe favole perché poi si identificano in esse confondendo la realtà con la fantasia.” Sbaglio? Inquietante. Posso dirlo?
Del settimo racconto mi sono piaciute le parole, le sensazioni che mi ha trasmesso. E quello che ne ho ricavato è che Josephine, colei di cui si narra, colei che è fatta di vento e che possono udire solo pochi prescelti, fosse “l’Ispirazione” dell’Artista tormentato.
L’ottavo. Diavoli travestiti da Angeli. Usare le proprie grazie per ottenere potere e finire nelle braccia del male assoluto per la brama di esso. “Cosa siamo disposti a fare per ottenere ciò che vogliamo?”
Nel nono racconto, si parla di ombre e riflessi. In particolare quest’ultimo, quello che imita ogni nostra mossa quando ce lo ritroviamo davanti a noi allo specchio. “Non possiamo imitare né essere qualcun altro. 
Quella parte ci andrà troppo stretta perché in realtà non ci appartiene e quindi prima o poi lo prevaricheremo e calpesteremo.” Il riflesso vuole la sua parte di mondo, grazie ad una mela potrà ottenerlo…
Il decimo? “Siamo sicuri che una mela leva il medico di torno?” C’è da rivedere questo proverbio…
Undicesimo e ultimo. Una figlia morta, un colpevole e un vendicatore. Tutti morti ora della fine. “Siamo sicuri che le vere mele avvelenate non siano le persone?” 
Lo so, lo so. Questa recensione mi è uscita strana. Comunque al di là del modo in cui ho voluto raccontarvi questo libro, posso assolutamente affermare che tutti gli autori sono stati piacevoli da leggere nel loro modo di scrivere scorrevole e ricercato e che una volta tanto Biancaneve non è una santa!

1 commento:

  1. Mi è sempre piaciuto leggere una raccolta di racconti, proprio per vedere alla fine quello che mi è piaciuto di più e confrontarli tra di loro.
    Gli unici che ho letto sono stati Danze Infernali e 12 Piccole Sfumature.
    In entrambi soltanto un racconto è riuscito a rapirmi più degli altri, e credo proprio che leggerò anche Le Mele Avvelenate :)

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