mercoledì 8 gennaio 2014

Le Recensioni di Jessica: S.O.S. Amore di Federica Bosco

Titolo
S.O.S. Amore
Autrice
Federica Bosco
Valutazione
Editore
Newton Compton
Pagine
377
Prezzo
€ 14,90
3 libri in uno (Mi piaci da morire - L'amore non fa per me - L'amore mi perseguita) € 5,90
Trama
Chiara ha 35 anni e una disastrosa situazione sentimentale. Vive a Milano con sua sorella Sara, sempre in lotta con il mondo. Ha una madre che le tiene in ostaggio con i suoi attacchi di panico e un pittoresco padre che vive a Cuba, che le ha mollate da piccole dopo averle sfrattate. Con questi presupposti non c'è da stupirsi che l'autostima di Chiara sia sotto terra: non crede neanche più di meritare un amore vero. Per questo accetta di iniziare una relazione clandestina col suo capo, che come da copione giura e spergiura di lasciare la moglie... Chiara è ironica, positiva, cerca sempre di perdonare le prepotenze altrui, ma non sa affermare il suo sacrosanto diritto all'amore e finisce puntualmente per fare da zerbino a uomini egoisti e superficiali. Destinatario dei suoi sfoghi è il dottor Folli, il suo analista, a cui ogni settimana racconta un capitolo della sua disastrata vita amorosa, dalle elementari in poi. Il dottore l'aiuterà con ironia a recuperare l'autostima, riaprendo ferite mai rimarginate e affrontando nuove battaglie.

Chiara è una donna un po’ sfortunata, ma disperatamente romantica e in cerca del principe azzurro. Ogni volta, però finisce sempre per incappare nell’uomo sbagliato che la guarda troppo in basso rispetto a dove si trovano i suoi occhi. Nonostante tutto è caratterizzata da un’ironia spiazzante, anche nei momenti negativi.  
La sua famiglia oltretutto è un po’ complicata, così decide di lanciare il suo S.O.S. d’amore.
Questo romanzo esce in una riedizione contenente tre lavori della Bosco: “Cercasi amore disperatamente”, “S.O.S. Amore” e “101 modi per riconoscere il tuo principe azzurro”. Ho scelto di recensire il secondo proprio perché mi è piaciuto lo stile brillante e un po’ sfortunato della sua protagonista.
S.O.S. Amore è un romanzo scoppiettante, divertente e che sì, tiene un po’ sul filo del rasoio. Ci sono stati momenti in cui sono diventata ansiosa pure io e dove cercavo disperatamente un via d’uscita per Chiara. In certi passaggi, infatti, la storia mi è sembrata un tantino esasperata, al limite della cecità. Ma a tutto c’è un ma… aggiungerei anche un forse, un però, un non si sa mai e anche un te l’avevo detto.
Chiara si destreggia fra mille casini al limite dell’ordinario ma ordinariamente possibili, solo che a lei capitano tutte insieme, in un’unica soluzione. Ha una specie di “fattura”, che la porta sempre nei luoghi sbagliati nei momenti sbagliati. Ah, ovviamente scegliendo sempre gli uomini sbagliati. Poi si sa, quando si è innamorati ciò che gli altri ci dicono di negativo di quella persona, a noi sembra la cosa migliore del mondo. 
Così Chiara va avanti a suon di “Chi si accontenta gode” ma senza ricordarsi che poi Ligabue aggiungeva un “…così, così…”. (Da interpretare a proprio piacimento.)
La storia ha risvolti inaspettati e già a metà del libro, ci si trova ad incuriosirsi non solo delle evoluzioni della vita di Chiara, ma anche di quelle degli altri personaggi le cui vite tutto sommato non sembrano meno incasinate della sua.
Chi non ha una sorella che urla, scagli la prima pietra! Chi non ha una madre con le malattie immaginarie, si faccia avanti! Chi non ha un amante posseduto dalla voglia irrefrenabile di fare l’amore su ogni superficie libera, alzi la mano! (In questo caso specifico si tratta di “scopare”, termine atto ad indicare la pulizia delle superfici in cui è possibile stendersi senza rompere nulla, o quasi). Chi non si accorge di avere a fianco l’uomo più speciale del mondo perché troppo occupata a farsi intortare dal Mastro Lindo del sesso, di cui sopra, beh, non sei sola, noi possiamo aiutarti!
E Chiara ad un certo punto, nonostante le sedute di psicoterapia con un dottore che “ce ne fossero”, esplode. Si trova succube delle proprie paure, delle proprie bugie a fin di bene e della sua fragilità. E come dimenticarsi allora la regola “dire tutta la verità nient’altro che la verità, lo giuro”, spesso sostituita con la formula meno complicata del “negare sempre e comunque, negare fino alla morte”?
Sì, perché mentire sembra essere la miglior scappatoia. Ma dentro la verità grida come un oratore che non sente se stesso. In fin dei conti, tutto torna. La ruota gira e cazzate simili. Il punto è che come Chiara, ci chiediamo quando questa caspita di ruota inizierà a girare a nostro favore, o magari a sganciarsi e finire nel deretano di chi ci ha fatto soffrire. Mentre ce lo chiediamo, però, il tempo passa. Come alla fine cerca di far capire il dottor Folli a Chiara, è meglio essere onesti, dire ciò che si pensa e non compiacere gli altri per aver un po’ d’amore in cambio. L’amore dobbiamo riceverlo a prescindere, non dobbiamo elemosinarlo! Il Baby Folli che ora è dentro la mia testa, è piegato in due dalle risate per la mia recensione! Perciò meglio se concludo.
Leggere le imprese di Chiara e della sua troupe, è stato divertente, leggero e a tratti da ansiolitici. Lo dico con il sorriso sulle labbra, eh? Ho finito, vado a chiamare il dottor Folli. Ah, dimenticavo… lei s’innamora, il vero amore esiste, PUNTO.

4 commenti:

  1. Speriamo che il libro sia bello almeno quanto la recensione...
    Brava Jessica!

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  2. Bella recensione davvero. Io ho l'edizione che racchiude i tre romanzi ma questo non l'ho ancora letto. Devo provvedere il prima possibile ^^

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    1. Ciao Lorenza, felice di averti incuriosita! Fammi sapere che ne pensi se ti va.
      XOXO

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