martedì 5 novembre 2013

Le Recensioni di Jessica: E l' eco rispose di Khaled Hosseini

Titolo
E l' eco rispose
Autore
Khaled Hosseini
Valutazione
    
Editore
Piemme
Pagine
476
Prezzo
€ 19,90
Trama
Sulla strada che dal piccolo villaggio di Shadbagh porta a Kabul, viaggiano un padre e due bambini. Sono a piedi e il loro unico mezzo di trasporto è un carretto rosso, su cui Sabur, il padre, ha caricato la figlia di tre anni, Pari. Sabur ha cercato in molti modi di rimandare a casa il figlio, Abdullah, senza riuscirci. Il legame tra i due fratelli è troppo forte perché il ragazzino si lasci scoraggiare. Ha deciso che li accompagnerà a Kabul e niente potrà fargli cambiare idea, anche perché c'è qualcosa che lo turba in quel viaggio, qualcosa di non detto e di vagamente minaccioso di cui non sa darsi ragione. Ciò che avviene al loro arrivo è una lacerazione che segnerà le loro vite per sempre. Attraverso generazioni e continenti, in un percorso che ci porta da Kabul a Parigi, da San Francisco all'isola greca di Tinos, Khaled Hosseini esplora con grande profondità i molti modi in cui le persone amano, si feriscono, si tradiscono e si sacrificano l'una per l'altra.

Un legame forte tra fratello e sorella, un padre che li ama. Un viaggio carico di inquietudine li porterà a Kabul. Qualcosa li minaccia, qualcosa di non detto e il giovane Abdullah, lo sente nel cuore. La piccola Pari, invece, pare non aver bisogno di altro se non di suo fratello, per essere felice. Al loro arrivo, tutto si fa chiaro. E così i cuori dei due fratelli, si trovano ad avere una metà mancante. Questa storia ci porta in un viaggio di luoghi e vite. La ricerca e la crescita. L'amore indissolubile.
Ci sono viaggi nei cuori incredibilmente carichi di emozioni, dove tutte le cose razionali si sciolgono come neve al sole. I migliori sogni, dispiegano le ali e si librano nell'aria, nei loro colori più sgargianti, per essere catturati da qualcun altro e donati a chi piange dei propri incubi.
Questo romanzo è l'ostinazione, è continuare a credere che possa essere meglio di così. È una corsa contro il tempo, è la ricerca della felicità. È imparare che nessuno ti regala niente e che c'è sempre un prezzo da pagare. 
Shagbad è un villaggio povero, lontano alcuni giorni di cammino da Kabul. Da questo piccolo e fatiscente luogo, parte la storia più emozionante a cui io per prima non ho potuto che affezionarmi. Abdullah e Pari, fratello e sorella, un cuore solo unito stretto stretto, fra sorrisi, piume e abbracci. Una famiglia la loro come tante altre, che nei primi anni cinquanta, combattono per sopravvivere a son di speranza e lavoro duro, sempre con la schiena piegata ore ed ore sul terreno arido. Poi c'è la Kabul benestante, dove qualcuno può avere tutto ciò che vuole, soldi alla mano.
Quando leggevo del grande amore fra Pari e Abdullah, non potevo fare a meno di pensare, quanto sia bello poter contare sempre su qualcuno. Mi si è spezzato il cuore quando per la felicità di qualcun altro, sono stati divisi. Lei così piccola e con così pochi ricordi del fratello, lui, invece, lacerato dalla mancanza di una parte del suo cuore. 
Proseguendo nella lettura, le storie si incrociano e si intrecciano ai punti di vista dei personaggi. Si conoscono così le varie ramificazioni che le loro famiglie hanno avuto, ciò che sono diventati e quanto le mancanze o le fortune, li abbiano segnati. Pagina dopo pagina, la mente si affolla di immagini, ed è come respirare e vivere delle stesse emozioni dei protagonisti e poco importa se trattasi di un romanzo e quindi di inventiva. Se si è abbastanza aperti a questo genere di cose, si arriva alla conclusione che è successo davvero. Che di sicuro in qualche altra Shagbad una storia simile ha ridestato incubi e smantellato sogni, per poi donare ali con cui volare lontano e cercare quella metà del cuore mancante. Non aspettatevi una storia repressa ai confini di un villaggio. 
Questa storia nasce in un unico luogo, ma cresce in città differenti. È un viaggio nella vita, nelle paure e nella consapevolezza di ciò che si è. Ma è anche forza, determinazione e coraggio. 
Ho seguito ogni passo di Pari nella sua crescita "fortunata", pensando che per essere felice veramente, le mancava un tassello troppo grosso del puzzle. Pari che ha avuto tutto, ma in realtà si sente vuota dentro. Lei che ormai ha fatto della Francia la sua casa, non riesce a dimenticare quella filastrocca... Ho amato questa piccola e poi grande donna. 
Credetemi, per tutto il racconto non facevo altro che aspettare quella parte... anche perché Abdullah ricordava una sola parte della filastrocca e solo Pari poteva canticchiargli la parte mancante.
Ci sono donne che si ribellano, anche se molte potrebbero reputarle matte. Una di loro è senz'altro l'eccentrica "madre" di Pari. In lei ho ammirato la volontà di essere se stessa sempre, l'assoluta convinzione che scrivere una poesia erotica, sia motivo di apertura mentale, di libertà e di devozione. Una di quelle donne che nessuno vuole frequentare ma con cui tutti vogliono parlare. Una di quelle donne che ti buttano la verità in faccia nel peggiore dei modi, ferendoti forse, ma invitandoti silenziosamente a non accontentarti di averla saputa. Potrei raccontarvi ancora molte cose delle persone, dei luoghi, delle vite. La verità è che ce ne sono tante e non voglio svelare troppo, togliendo così il bisogno di sapere come va a finire.
Questo romanzo lascia un'emozione che scava nel profondo e arriva lì, dove batte il cuore. 
Prende per mano la nostra anima e fa un giro dentro di noi.

2 commenti:

  1. Bello e toccante. Il mio preferito resta comunque Mille Splendidi Soli che mi ha frantumato il cuore...

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  2. Ciao Silvia, questo era il mio primo tuffo nella scrittura emozionante di Khaled Hosseini. Presto intendo leggere anche gli altri :) Sei poi tu dici che ti ha "frantumato" il cuore, mi dai cento motivi in più per farlo! Grazie cara!
    XOXO

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