lunedì 14 ottobre 2013

Recensione Bloodrose di Andrea Cremer

Titolo
Bloodrose
Autrice
Andrea Cremer
Valutazione
  
Editore
DeAgostini
Pagine
416
Prezzo
€ 14,90
Trama
Per Calla, il lupo mannaro adolescente femmina che non si è mai tirata indietro di fronte alle battaglie, è arrivato il momento dello scontro finale con Bosque Mar. Nell’imminente guerra in ballo c’è molto di più di una semplice vittoria, c’è la salvezza di Ren, l’amico che Calla pensava di avere perso; c’è l’amore per Shay, messo alla prova dalle sue scenate di gelosia; c’è la sicurezza di suo fratello Ansel, sempre più fragile e spaesato. Ma soprattutto c’è il suo ruolo di femmina alfa, che deve ancora essere messo alla prova, nonostante gli orrori inimmaginabili che deve patire per liberare il mondo dalla magia distruttiva dei Custodi. Deve infine decidere cosa farà una volta che la guerra sarà terminata, sempre che sopravviva…
La battaglia finale con Bosque Mar sta per avere inizio. Calla, la lupa alfa del clan Nightshade sta per scendere in campo affiancata dai suoi compagni e amici di sempre e dai due maschi alfa con cui è strettamente legata. Da una parte Ren, la metà a lei promessa dal branco, l' alfa verso cui chiarire i propri sentimenti. Dall' altra Shay, l' amore improvviso, l' alfa da lei trasformato e rimasto al suo fianco nella nuova vita con i Cercatori. 
Ren e Shay, innamorati entrambi della stessa ragazza, dovranno affilare per l' ultima volta le armi e il proprio coraggio per proteggere Calla dalla minaccia incombente ed attendere, una volta per tutte, la scelta definitiva della ragazza. Chi sceglierà Calla come suo compagno? L' irresistibile Ren o l' affidabile Shay? Ma soprattutto, saranno pronti per la battaglia finale?
Bloodrose è l' ultimo volume che segna la conclusione della trilogia paranormal romance per ragazzi Nightshade, scritta dall' autrice Andrea Cremer. Devo dire che questa è stata una trilogia piuttosto altalenante per me. Nightshade è partito con parecchie aspettative, non tutte pienamente soddisfatte. Wolfsbane, il secondo volume, aveva invece segnato una ripresa sorprendente, avendo inserito al suo interno colpi di scena, azione ed una varietà di personaggi nuovi e molto intriganti.
Purtroppo Bloodrose, nonostante uno stile accattivante e del ritmo intenso e serrato, non ha riscontrato la mia totale approvazione. Dobbiamo considerare diversi aspetti e partirei nel dirvi cosa io abbia apprezzato di meno nel romanzo. Personalmente, ho fatto molta fatica ad instaurare una qualsiasi tipo di alchimia con la protagonista Calla. A volte estremamente scontata e sempre indecisa, Calla è risultata spesso noiosa. Altrettanto non lo posso dire, però, dei protagonisti maschili. Andrea Cremer, ha giocato molto sul triangolo amoroso sino alla fine, senza tuttavia scemare l' attenzione sulla battaglia tra Cercatori e Custodi e sulle dinamiche che ruotavano intorno alla trama. 
Shay, pur non amandolo dichiaratamente nel primo volume, ha saputo riprendersi nei successivi, maturando, svolgendo un ruolo determinante e principale nella storia. 
Ren, che è rimasto dall' inizio il mio preferito e che ha contribuito poco con la sua presenza nel secondo, in questo ultimo volume della trilogia torna alla grande nella narrazione, tornando anche alla carica per conquistare l' amore di Calla.
Che cosa vogliamo dire del finale? Niente, perchè non voglio assolutamente anticiparvi nulla. Ma sappiate che ne rimarrete forse delusi, forse amareggiati, forse sorpresi. Non lo so. Io, un po come successo per la conclusione della serie di Amanda Hocking, anche per questa trilogia non ho compreso pienamente la scelta dell' autrice con questo finale sicuramente opinabile. 
Tralasciando queste parti non troppo entusiasmanti, devo dire che Bloodrose, ma in generale questa trilogia si è servita di un bagaglio di protagonisti secondari ottimo e variegato. Sono stata piacevolmente colpita dai Cercatori, e dall' ironia con cui alcuni di questi hanno ricoperto scene e pagine di Bloodrose. Il ritmo, come dicevo prima, rimane molto alto dall' inizio alla fine, con sorprese, battaglie, ricongiungimenti, perdite e nascita di nuovi amori. Andrea Cremer è stata molto brava a ricamare questa trilogia di elementi accattivanti ed a renderla coinvolgente ed una piacevole lettura grazie al suo stile scorrevole ed attento. Giudicando complessivamente la trilogia, posso dire che, nonostante la scelta del finale che mi ha lasciata un po interdetta, ho apprezzato l' impegno e il lavoro della Cremer in tutti i suoi particolari e le sue doti narrative.

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