giovedì 3 gennaio 2013

Le Recensioni di Jessica: Un Giorno Solo, Tutta La Vita di Alyson Richman

Titolo
Un Giorno Solo, Tutta La Vita
Autrice
Alyson Richman
Editore
Piemme
Pagine
342
Prezzo
€ 18,00
Trama
Questa storia inizia a New York nel 2000, quando, alle nozze del nipote, Joseph Kohn scorge tra gli invitati una donna dall'aria familiare. Gli occhi azzurro ghiaccio, l'ombra di un tatuaggio sotto la manica. Il presentimento gli toglie il respiro. Le chiede di mostrargli il braccio; non importa se è scortese, lui deve sapere. La certezza è lì, sulla pelle: sei numeri blu, accanto a un piccolo neo che lui non ha mai dimenticato. E allora le dice: "Lenka, sono io. Joseph. Tuo marito" Perché questa storia, in realtà, inizia a Praga nel 1939. Lenka e Joseph sono due studenti Ebrei, si conoscono poco prima dello scoppio della guerra, si innamorano, diventano mariti e moglie per lo spazio di una notte. Il giorno dopo, al momento di fuggire negli Stati Uniti Lenka decide di restare, perché non ci sono biglietti a sufficienza per la sua famiglia. Si separano con la promessa di ricongiungersi al più presto, ma Lenka finisce in un campo di concentramento. In mezzo all'orrore, fa ciò di cui è capace, dipingere, unico modo per dar" colore a ciò che è privato di luce, per dare forma a ciò che non si può descrivere. Mentre Joseph, in America, si specializza in ostetricia: solo aiutare a dare la vita gli consente di non farsi trascinare a fondo dalle voci di chi non c'è più. Quando ormai si crederanno perduti per sempre, ci sarà un nuovo inizio per entrambi.
Valutazione:    

Praga, 1938. 
Lenka e Josef, due studenti ebrei che si conoscono troppo tardi, e poco prima della tragica occupazione nazista. 
I due s’innamorano e proprio quando il loro amore è in crescita, la situazione a Praga diviene insostenibile, costringendo chi può ad andarsene. Josef, prima che avvenga questo, decide di sposare Lenka, con la promessa che sarebbero partiti tutti verso la salvezza. Invece alla fine, a restare indietro devono essere i genitori di Lenka, la quale decide di non lasciarli. 
Si separano, Lenka rimane a Praga con la sua famiglia, Josef parte con la sua alla volta degli Stati Uniti. Ma la follia nazista diventa, giorno dopo giorno, più insostenibile. Le privazioni iniziano ad essere troppe, fino a che Lenka e la sua famiglia, non vengono deportati in un campo di concentramento. Gli anni passano, la vita continua e così anche quella dei due. Ma il ricordo, indelebile nei loro cuori e sul braccio di Lenka, rimane, scatenando nei loro occhi le scene, le parole, le atrocità. Ma alla fine della loro vita, moltissimi anni dopo, ormai vecchi e stanchi, si ritroveranno in circostanze del tutto impreviste.  
  
L’olocausto. Chi di noi non ne ha mai sentito parlare? Donne, uomini, bambini. Nessuno veniva risparmiato dalla furia nazista. Ebrei con la sola colpa di essere ebrei, una razza inferiore. Ma inferiore poi di chi?  
Leggere questa storia, mi ha riportato indietro in un tempo che nemmeno mi appartiene. Lontano, con gli occhi  incollati alla vita di chi ha vissuto quegli  anni di sofferenza, dolore  fisico e mentale. Gente la cui rassegnazione era tangibile, ma anche  gente  che non si è voluta arrendere anche quando  giorno dopo giorno, vedeva i morti passarle davanti agli occhi. Anche quando, per un niente, veniva sparato in testa a un loro caro. Leggere questo romanzo, tratto da storie vere, mi ha piantato una spina nel cuore. A volte dovevo staccarmi da quelle  pagine e guardarmi in giro per far asciugare gli occhi. Ogni  storia,  ogni vita, ogni racconto inerente all’olocausto, è come una sberla in pieno viso, violenta, asciutta, decisa. 
Sembra assurdo che sia vero anche solo la metà di quello che si  racconta a riguardo, eppure è così. Non sapevo nemmeno da che parte avrei cominciato a scriverne la recensione, perché so che le parole non bastano mai. 
Torno a Lenka e Josef. Forse leggere delle loro vite insieme e poi tristemente separate, ha alleviato la pesantezza di una storia così difficile impressa nelle pagine della nostra storia. Lenka e Josef, due giovani innamorati che sono convinti della morte dell’altro.  
Lenka, deportata in un campo di concentramento con la propria famiglia, costretta a usare  la sua vena artistica, i suoi studi, per i disegni e i progetti del Reich. 
Josef, in salvo, ma senza più la sua famiglia, diventa ostetrico per contribuire alla vita, quasi volesse riempire un vuoto. Entrambi hanno una nuova vita, con nuovi compagni, ma c’è un vuoto dentro di loro ed è quello lasciato dal loro primo amore.  
A volte mi chiedo se un amore possa sopravvivere così a lungo nel corso della vita. Questo è successo, per cui la risposta è si. Ma forse solo se è fatto di cose semplici, di un tocco prima di andare a dormire, di un’ ultimo sguardo prima di un addio forzato.  
Alla fine si ritrovano, anche se la vita gli ha però riservato gli ultimi anni della loro vecchiaia. E si trovano grazie allo sguardo indimenticato e a quei numeri indelebili sul braccio di lei. 
Erano numeri, solo dei numeri.  
Per i nazisti un ebreo si contava sulle dita, non si chiamava.  
Io non so davvero che parole usare. Questo romanzo, non solo ci racconta di una bella storia d’amore, ma ci racconta di fatti di vita vera, di storia impressa in ognuno di noi, di tragiche vicissitudini. Non sono certa, di aver reso l’idea di ciò che mi ha dato questo libro.  
Questo tipo di atrocità realmente accadute, lascia l’amaro e molto spesso ci lascia anche senza parole. Per cui mi scuso se posso aver reso poco l’idea di ciò che racconta il libro, chiedo scusa se posso aver divagato o reso i miei pensieri confusi. Ma per capire il mio stato d’animo, il mio punto di vista, dovete leggere  questo racconto. Dovete essere anche voi Lenka, o Josef. Camminare insieme a loro per  Praga prima dell’arrivo dei nazisti e trovarvi nascosti, prigionieri in casa con loro, dopo l’arrivo dei nazisti. Dovete guardare in faccia Lenka e le persone che come lei sono nel campo di concentramento insieme a pulci e sporcizia. Dovete mettervi a fianco di Josef quando brucia i suoi ricordi uno ad uno pensando che lei comunque non c’è più. Poi dovete sedervi e guardare la libertà in faccia, quando tutto è finito, quando sarete liberi e chiedervi silenziosamente che cosa ne è stato del battito del vostro cuore … 

3 commenti:

  1. questo libro è nella mia wishlist da un po di tempo, prima o poi lo comprerò :)

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  2. Decisamente non è un libro per me. Sono troppo impressionabile e, soprattutto, non voglio che mi ritornino in mente i ricordi di una gita scolastica in cui siamo andati in un campo di concentramento, no no.
    La tua recensione, comunque, mi è piaciuta tantissimo! Ti faccio un sacco di complimenti e grazie per recensire così tanti libri!

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  3. Lucrezia spero tu l'abbia letto perchè merita.
    Bookless grazie mille a te che le leggi! Si è un tema forte ma questo libro non racconto solo dell'olocausto...c'è una bella storia d'amore, difficile ma bella!
    Ringrazio entrambe per l'attenzione che avete dedicato e che dedicherete alle mie recensioni!!
    XOXO

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