venerdì 28 dicembre 2012

Le Recensioni di Jessica: 13 di Jay Asher

Titolo
13
Autore
Jay Asher
Editore
Mondadori
Pagine
236
Prezzo
€ 15,00
Trama
Clay torna da scuola e fuori dalla porta trova ad aspettarlo una pessima sorpresa: sette audiocassette numerate con dello smalto blu. Ascoltandole, scopre che a registrarle è stata Hannah, la ragazza per cui si è preso una cotta. La stessa ragazza che si è suicidata due settimane prima. Quelle cassette sono il suo modo per avere l'ultima parola sulle vicende che, secondo lei, l'hanno portata alla morte: facendole scorrere, Clay scopre che il destinatario del pacchetto deve ascoltarle e poi passarle al successivo di una lista. Nelle cassette, 13 storie: ognuna legata a una persona che ha dato ad Hannah una ragione per togliersi la vita. Seppur sconvolto, non può resistere alla tentazione di esplorare a fondo la storia che lo riguarda e, guidato dalla voce di lei, visiterà i luoghi che lei vuole mostrargli, finché non gli rimarrà altro da ascoltare...
Valutazione   


Un pacco, 7 cassette e una voce narrante una vita spezzata.
Clay, si trova di fronte ad una scelta scontata quando trova davanti casa quel pacco. La curiosità fa da padrona e schiaccia play. Ma dopo che l’avrà fatto, la sua vita sarà destinata a cambiare per sempre. E non solo quella, anche la concezione della persona che ha inciso per sempre in quelle cassette le sue ultime parole. 
7 cassette, 13 persone, 13 storie.
Hannah non è più fra loro, ma sconvolgerà quella che era la loro convinzione su di lei, invitandoli a riflettere su quanto male possa fare un semplice pettegolezzo ad una persona e quanto sia facile sconvolgere, rovinare e uccidere qualcuno, con una bugia.

13 sconvolge. Già il solo immedesimarsi in Clay, mi ha reso oltre che curiosa, anche irrequieta. Si, 13 fa paura. Ma non per la storia in se. Credo che 13 ci insegni in maniera violenta, una cosa davvero più profonda.
Ci siamo mai chiesti quanto male possa fare un pettegolezzo, alla persona  cui si riferisce?
Tutti spettegolano. Sembra non esserci miglior passatempo, a volte. Il problema è che questa storia, seppur estrema, è vera, reale e succede. Dio, succedono tutti i giorni, o quasi, cose del genere. Ci sono personalità fragili, vulnerabili,   sensibili e introverse e remissive, a fronte di altre più forti, spensierate, strafottenti e indifferenti.
Molto spesso giudichiamo senza ritegno. Diamo per scontate le persone e le loro reazioni. 13 ci fa capire che non c’è niente di più scorretto. 
Mai dire di una persona che è scontata. Mai dare ad una persona della scontata. E’ difficile giudicare 13 senza immedesimarsi in Clay anche solo per un attimo. 
Inizialmente siamo colti dalla sensazione che Hannah, si stia vendicando. In realtà alla fine, per quel che mi riguarda, credo abbia insegnato qualcosa, qualcosa per il futuro di quelle 13 persone. (E anche per i lettori, oserei dire.)
Clay per esempio sembra acquistare sicurezza. Della serie: “Questa volta non mi fermerà la paura”. Hannah ha colto i lati negativi di 12 persone, rinunciando alla 13esima, Clay, per colpa delle altre 12. O forse per colpa del suo affidarsi, del suo essere impulsiva, se stessa, leggera, poco attenta. Come si dice, si dice, ma Hannah ha preso tutto il negativo e l’ha trasformato in odio per se stessa e per la  sua vita.
In qualche modo, ha segnato le vite di quei 13 destinatari.
Penso che se succedesse una cosa del genere a me dopo aver letto questo libro … No, so cosa state pensando “Non sentirebbe le casette nemmeno se la pagassero”. Sbagliato! 
Mi sa che le sentirei spinta dalla sola curiosità … O forse no?
Magari solo un po’? Solo una? Solo un lato?
Difficile saperlo. Diciamo che non aprirò pacchi per un bel po’. 
Il corriere dovrà ripassare e il postino, che vada a farsi benedire!

1 commento:

  1. Ciao, bella recensione *-*
    Io l'ho trovato un libro molto forte e al contempo molto bello ed era da tantissimo tempo nella mia Wish List, quindi sono contenta di essere finalmente riuscita a leggerlo *-*
    Non mi è dispiaciuta la crudezza di alcune scene, che ritengo sia stata necessaria a far capire tutti i sentimenti e la disperazione che ha portato Hannah a quel gesto, ma allo stesso tempo ho apprezzato il fatto che la sua voce narrante non cadesse mai nel patetico o nel banale.
    Un salutone,
    Rainy

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