mercoledì 1 agosto 2012

Speciale Interviste: Elena Cabiati

Nuovo appuntamento con la settimana dedicata alle interviste. Oggi abbiamo il piacere di avere con noi una scrittrice italiana che a Maggio ha pubblicato il suo primo romanzo, La Viaggiatrice di O.
Capito di chi stiamo parlando? Ecco per voi l' intervista con..

Ciao Elena. Per prima cosa, ti ringrazio molto per la tua disponibilità e benvenuta in questo piccolo angolo del blog riservato alle interviste.
1.   La Viaggiatrice di O è inizialmente ambientato a Torino, la tua città. Cosa ti affascina di più di Torino, che effettivamente cela al suo interno una parte ricolma di magia e mistero?

Ciao, grazie a te per avermi invitata nel tuo blog. A dire il vero ho scelto Torino proprio perché è la mia città e ritengo che la prima regola per uno scrittore sia scrivere di qualcosa che si conosce bene. Inoltre ho pensato che Torino, in quanto città magica per antonomasia, al vertice del triangolo della magia nera e di quella bianca, fosse il luogo perfetto per fare da cornice alla mia storia. In qualche modo è stata proprio la mia città a sussurrarmi all’orecchio una parte del romanzo, a raccontarmi di maghi e streghe nascosti tra noi come se nulla fosse…

2. Come è nato il personaggio di Gala, la nostra strega quattordicenne protagonista del libro?

Gala è ispirata in parte alla ragazzina che sono stata e in parte (grande parte) a quella che avrei voluto essere… poi c’è sicuramente l’influenza delle eroine dei cartoni animati giapponesi come Bia o Creamy , che riescono a essere forti e buffe allo stesso tempo, e a non prendersi mai troppo sul serio.

3. E' stato un percorso difficile quello che ti ha portato alla tua prima pubblicazione?

Devo dire che Gala deve avermi aiutata con qualche incantesimo perché il percorso che mi ha portata a pubblicare è stato abbastanza “fiabesco”. Ho partecipato al Torneo letterario IoScrittore indetto su internet dal gruppo Gems: 1500 aspiranti scrittori armati fino ai denti che si affrontano a colpi di critiche affilate come spade. Ne restano 200 alla prima tornata, poi solo 30 che vengono pubblicati in ebook, di questi quattro o cinque vengono selezionati dalle case del gruppo per essere pubblicati “su carta”. Quando c’è stata la proclamazione dei vincitori il mio editor era presente e disse che stava cercando me… in quel momento mi è parso che tenesse in mano una scarpetta di cristallo da farmi provare!

4.   Cosa pensi del fantasy italiano? 

Penso che è in fermento. Per anni l’Italia è stata la terra del realismo, con poco spazio per gli autori del fantastico. I paesi anglosassoni invece hanno una tradizione molto ricca, che affonda le sue radici nel romanticismo inglese, i loro autori sono estremamente professionali e la qualità delle opere è quasi sempre elevata. Noi però stiamo arrivando... In questi ultimi anni, dalla Troisi in poi, le case editrici italiane hanno iniziato a credere che possa esserci anche un fantasy made in Italy di qualità, e quindi si è innescato un circolo virtuoso. Sono tanti gli autori di storie fantastiche tutte italiane, e non è detto che non riusciamo a portare un tocco di originalità e di poesia a questo genere, contaminandolo con la nostra tradizione narrativa.

5. Oltre al fantasy, c'è qualche altro genere letterario in cui vorresti cimentarti?

La mia immaginazione mi porta sempre in mondi lontani, dove la magia non è che un normale modo di essere e di vedere la realtà, per cui dubito che, anche volendo, riuscirei a trattenermi dallo “svolazzare”. Sicuramente mi piacerebbe sperimentare altre sfumature del fantastico, magari raccontando una storia dove la realtà e la fantasia siano quasi indistinguibili. Penso alle storie di Carlos Ruis Zafon, oppure al tono di film come il Favoloso mondo di Amelie, Forrest Gump o anche La vita è bella.

6.   Dalla tua biografia ho letto che insegni lettere in una scuola media. Com'è il tuo rapporto con i ragazzi di oggi? Cosa dicono del tuo romanzo?

A questa domanda dovrebbero rispondere loro… io posso dire che a insegnare mi diverto molto (quasi sempre, a volte no!) e trovo che gli studenti siano una fonte inesauribile di idee e di giovinezza. Mi piacerebbe essere in grado di rendere vivo e divertente quello che insegno e trasmettere l’amore che ho per le storie, l’arte e la narrazione, ma so che nessuno ci riesce costantemente. Come si suol dire: se vuoi insegnare a qualcuno a costruire una barca, prima insegnagli l’amore per il mare. Cosa dicono del mio romanzo? Credo che sia piaciuto, a chi lo ha letto, e che sia stato divertente per loro leggere sapendo che era stata la loro prof a inventarsi tutto. Quelli a cui non è piaciuto naturalmente tacciono... per cui non posso dirne nulla!

7.   Chi è stata la persona alla quale per prima hai fatto leggere il tuo libro?

Il mio compagno che è un correttore abile e severo, oltre a possedere una scorta di conoscenze e di idee a cui posso attingere .

8.   Hai paura o accetti senza problemi le critiche dei lettori?

Tutte e due le cose, in sequenza. Ma in mezzo ci sta un momento di ira funesta, più o meno lungo a seconda della critica, e poi una serie di grugniti in stile Paperino, solo alla fine arrivo alla rasserenata accettazione e qualche volta persino al riutilizzo in chiave futura della stessa critica, ma è dura, lo ammetto.

9. Quali sono i tuoi modelli letterari, i tuoi punti di riferimento?

I romanzi che mi piacerebbe aver scritto sono La storia infinita, Il signore degli anelli, La bussola d’oro, ma anche Elianto di Stefano Benni. Amo il fantastico in tutte le sue forme: dall’Inferno di Dante, ai cavalieri della tavola rotonda, ai deliri fantasmagorici di Ariosto e poi mi tengo aggiornata su tutti i romanzi che escono di narrativa fantastica contemporanea Terry Pratchett e Neil Gaiman, per esempio, ma anche autori italiani. Infine, leggo molto i saggi, di arte, psicologia, religione, interpretazione simbolica, perché è da questi che attingo le idee per le mie storie e mi piace pensare che le radici di quello che scrivo siano profonde, così se uno ha voglia di scavare sotto il livello di comprensione più semplice e superficiale, può trovare altri significati nascosti (proprio come avviene per quei simboli esoterici che Gala cerca di salvare).

10. Siamo tutti curiosi. Hai già intavolato un possibile sequel per la Viaggiatrice di O?

Sono al lavoro, anche se ho una bimba di pochi mesi che tenta in tutti i modi di impedirmelo… Gala deve risolvere molte questioni in sospeso, deve sprofondare nei suoi incubi peggiori e sconfiggerli prima di poter affrontare la grande sfida finale a cui è destinata. Ha una lunga strada da percorrere e io con lei…

Ringrazio ancora Elena per essere stata ospite sul nostro blog e vi lascio con La Viaggiatrice di O!

Titolo
La Viaggiatrice di O
Autore
Elena Cabiati
Editore
Nord
Pagine
250
Prezzo
€ 14,90
Trama
La piccola mansarda nel centro di Torino è il suo regno, il suo rifugio, il luogo dov’è più vivo il ricordo dei genitori, banditi dal mondo di O proprio a causa sua. Perché Gala è nata per diventare una delle streghe più potenti vissute da almeno due millenni, e il suo potere è al centro di una segreta lotta tra la magia bianca e la magia nera. Lei infatti è in grado di volare, viaggiare nel tempo, trasformarsi, prevedere il futuro… insomma, grazie ai suoi poteri, può affrontare qualsiasi missione le venga affidata dalla Sede Direttiva dei Viaggianti. Come tutti i «ragazzi prodigio», tuttavia, Gala è allergica alle regole e ha sempre fatto di testa sua. Ma l’ultima volta l’ha combinata davvero grossa e, per evitare l’espulsione definitiva dall’Ordine dei Viaggianti, deve scegliere un tutor che la guidi e le insegni a usare correttamente la magia. Il burbero e severo mago e monaco Kundo diventa così il suo fido maestro e la accompagna in una nuova missione: viaggiare nella Venezia del 1756 per salvare un preziosissimo manoscritto dall’incendio che distruggerà la Scuola Grande di San Rocco. Un compito piuttosto semplice, per una come Gala. Ma, ben presto, Kundo intuisce che c’è qualcosa che non va: le persone che dovrebbero essere loro alleati si rifiutano di aiutarli e la città è infestata di negromanti. Inoltre gli adepti della magia nera sembrano molto più interessati a Gala e al mistero della sua nascita che all’enigmatico libro magico…

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