sabato 21 aprile 2012

Recensione Un' Altra Donna di Harriet Lane

Titolo
Un' Altra Donna
Autore
Harriet Lane
Editore
Giunti
Pagine
256
Prezzo
€ 14,00
Trama
È una sera fredda e piovosa quando Frances, percorrendo la buia strada di campagna che da casa dei suoi genitori la riporta a Londra, scorge qualcosa tra gli alberi: è un’auto rovesciata, i fari accesi contro la pioggia. Dentro c’è una donna ed è ancora viva. A Frances bastano poche parole per capire che la vittima intrappolata nell’auto non è una persona qualunque, ma prima che possa saperne di più, la donna muore. Quando Frances torna alla grigia routine della rivista letteraria per cui lavora, scopre che la donna che ha soccorso si chiama Alice ed è la moglie di uno tra i più grandi scrittori inglesi. E dopo che sarà entrata in contatto con la famiglia di lei – l’elegante, ombroso scrittore, i due figli sospettosi ma educati, l’enorme villa dal meraviglioso giardino –, Frances non riuscirà più a starne lontano. Inizierà a pensare che quella è esattamente la vita che desidera, quello l’uomo che vuole.
Attenzione Spoiler!!!!!

Frances lavora a Londra come redattore della rivista letteraria Questioner. E' una donna single, parzialmente scontenta della posizione lavorativa che occupa, e in costante attesa che il destino le offra un' occasione per rivoluzionare e migliorare il suo semplice e monotono stile di vita. Una sera, alla guida della sua macchina, Frances nota tra gli alberi i fari di un' automobile uscita di strada. Percorrendo sotto la pioggia il tratto di terra fangosa che la separa dall' auto ribaltata, Frances scorge dentro la macchina il profilo di una donna incastrata tra le lamiere. In attesa che arrivino i soccorsi, Frances tiene compagnia alla donna, scambiando con lei poche parole prima che quest' ultima perda conoscenza e successivamente venga liberata dai rottami dell' automobile e portata con urgenza all' ospedale. Solo pochi giorni dopo, Frances apprenderà la notizia che la donna è deceduta e che fosse la moglie di uno scrittore di successo, Laurence Kyte e madre di due figli, Polly e Teddy. Dal giorno del funerale della donna, Frances entrerà a far parte della famiglia Kyte, frequentando la figlia Polly e trascorrendo parecchi giorni nella loro maestosa residenza a Biddenbrooke. Oramai affascinata e catturata dalle luci abbaglianti della sfrenata ricchezza e agiatezza, nonchè ammaliata dalla presenza del padrone di casa Laurence Kyte, Frances non resisterà alla tentazione di avvicinarsi ancora meglio allo scrittore e userà le carte a sua disposizione sfruttando queste nuove conoscenze, per farsi strada e costruirsi un' importante carriera nel mondo del lavoro. Approfitterà della sua amicizia con Polly e non solo quello, per ottenere e gustare quel successo tanto agognato e ora finalmente a portata di mano.

Ho aspettato qualche giorno per riordinare le idee ed esprimere un mio pensiero su questo romanzo. Non è semplice esprimere un giudizio quando la protagonista suscita un' incredibile antipatia per quella sua insopportabile smania di arrivare al successo e usare ogni strumento a sua disposizione per arrivarci. Compreso l' amore, l' affetto familiare e l' onestà. Frances è un personaggio complesso, difficile da inquadrare in duecento pagine di lettura. E' una donna che non si fa scupoli per approdare nell' elite del mondo editoriale e a scalare e scavalcare, indifferente al mondo esterno, posizioni e colleghi, sino ad arrivare ad un incarico di prestigio nella rivista per cui lavora.
La sua storia, strettamente collegata ai Kyte, procede molto al rallentatore. Passa quasi un anno prima che possa entrare definitavamente nelle vite del nucleo familiare Kyte e costruirsi una reputazione sociale e lavorativa. A conti fatti si giunge alla conclusione del romanzo, non conoscendo praticamente nulla di lei, nè della sua vita passata. E' una protagonista piuttosto anomala e difficile da giudicare. Ovviamente Harriet Lane l'ha creata volutamente antipatica e fredda, insensibile alle emozioni e in un certo qual modo arrampicatrice sociale. C'è anche da dire che il romanzo è abbastanza noiosetto, con salti temporali anche piuttosto lunghi intervallati da poche righe di spazio bianco piuttosto che da capitoli. Un' Altra Donna arranca leggermente nella parte iniziale e centrale, donando poi scorrevolezza e attenzione nelle pagine conclusive. Non discuto che questo sia un buon romanzo, scritto particolarmente bene e semplice e veloce da leggere. Manca però, personalmente parlando, di quella spinta emotiva e avvolgente che contraddistingue un discreto romanzo, da un ottimo romanzo, che riesce a catturare immediatamente l' attenzione e il cuore del lettore.
Non mi sento di dire che non mi sia piaciuto del tutto, ma nemmeno di affermare che sia un romanzo da consigliare. E' un romanzo d' esordio e come tale prendo in considerazione anche questo prima di giudicarlo. Comunque resta il fatto che quando un libro è particolarmente consigliato e giudicato positivamente dai quotidiani o dalle riviste estere, a me non appasiona granchè. Mi piacerebbe sapere perchè!

   1/2 Protagonista calcolatrice e fredda, che non è riuscita a coinvolgermi e una trama poco articolata fanno di Un' Altra Donna un discreto romanzo d'esordio. Si poteva fare di meglio. 

3 commenti:

  1. se non entro in empatia con la protagonista ho sempre difficoltà a giudicare serenamente il libro...
    mi è successo lo stesso con i diari del vampiro e con quell'odiosa di elena... non me la son sentita di andare oltre il primo libro

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  2. Francy sono pienamente daccordo con te...nemmeno io sono riuscita ad inquadrare bene il libro...la storia puo' andare...ma alla fine della lettura ti rendi conto che non conosci la protagonista...non puoi nemmeno immaginarla perchè vengono descritte tutte le cose esterne in modo minuzioso,monotono direi ..ma poi di lei non si sa nulla è una fredda figura lasciata li'..anche alcuni momenti ,significativi della storia,sono lasciati li' a caso senza descrivere emozioni sentimenti,stati d'animo.Per non parlare poi dei salti temporali che ti spiazzano....sinceramente non mi è piaciuto molto in genere impiego massimo due giorni a leggere un libro..per quuesto ho impiegato una settimana,non mi ha lasciato nulla,non mi ha trasmesso nulla e per me non ha assolto alla sua funzione "quando credi di leggere un libro,in realtà è il libro che legge dentro di te"
    xxx susy

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  3. Grazie Susy, sono contenta che tu sia d' accordo con me. E' un libro che ha lasciato molto amaro in bocca e ho fatto anche io un' estrema fatica a finirlo nonostante sia composto da poche centinaia di pagine. Quando la protagonista non entra in simbiosi con me non riesco ad immergermi come dovrei nel romanzo..
    Kiss Francy

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