martedì 3 aprile 2012

L' Intervista con..Leonardo Patrignani autore di Multiversum

Questa settimana per la nostra rubrica L' Intervista con..abbiamo il piacere di ospitare l' autore di Multiversum (di cui potrete trovare la mia recensione qui) Leonardo Patrignani. Grazie all' immensa disponibilità dell' autore, gli sono state poste alcune domande che vi faranno conoscere meglio Leonardo Patrignani e il suo Multiversum. Iniziamo?

1. Quando hai cominciato a nutrire amore per la scrittura e quando hai capito che avresti potuto farcela?

Prima di tutto, grazie di cuore per l'ospitalità e per la bellissima introduzione. Ho cominciato a scrivere all'età di 6 anni, grazie a uno stratagemma di mia madre. Era un piccolo "soggetto" che narrava un'avventura con dei protagonisti particolari, gli Exogini. Forse un ragazzo di oggi dovrebbe cercarli su Google per capire di cosa parlo! Conservo ancora quelle quattro paginette a dir poco "storiche", e direi che a parte qualche consecutio temporum non esattamente precisa... la sinossi non era male! Ho capito che avrei potuto "farcela" quando sono riuscito a terminare il mio primo romanzo (Labirinto), a 19 anni. Fino ad allora avevo scritto di tutto (moltissimi fumetti e racconti brevi, principalmente) ma non ero ancora riuscito nell'impresa di percorrere la lunga distanza arrivando alla parola "fine".

2. Come ti sei sentito quando una casa editrice come la Mondadori ha deciso di pubblicare il tuo romanzo? E che sensazione è stata per te sapere che paesi come Spagna, Germania e Francia pubblicheranno presto il tuo Multiversum?

Sono tutte notizie fantastiche, e obiettivi che si raggiungono difficilmente anche quando si è già affermati nel proprio Paese... immaginatevi come si può sentire un esordiente! Ogni volta che un editor straniero si interessa al mio romanzo, o mette sul tavolo un'offerta che il mio agente negozia, io faccio un passo avanti verso il consolidamento di una posizione professionale a cui tengo tantissimo. Ho sempre affrontato il lavoro "artistico" con molta serietà e ponendo di volta in volta dei traguardi, degli obiettivi. Qui stiamo andando oltre ogni previsione! Quando Mondadori si è fatta avanti, in realtà avevo già trovato l'interessamento di un'altra casa editrice italiana (che non citerò per correttezza). Ha gestito tutto il mio agente, e non scorderò mai quella telefonata. Quella in cui io risposi: "stai scherzando, vero?"

3. Quanto è importante per te interagire con i tuoi lettori e conoscere i loro pareri, magari critici, nei confronti del tuo romanzo?

Non è importante. E' fondamentale. Diversi anni fa pubblicai tre dischi (usciti più o meno in tutto il mondo) con una heavy metal band, e in quell'ambito il contatto col pubblico era costante e imprescindibile. Ho conservato questo approccio, che ritengo molto più umano e direi anche "moderno". Tempo fa avresti mai pensato di comprare un libro di King e poi di interagire con lui? Oggi lo fai. E' lo stesso King a scrivere dei blog, delle recensioni, e le tue risposte alle sue parole danno vita a un dialogo che fino a dieci anni fa era impensabile. Ormai siamo tutti "reperibili", dunque... perché nascondersi? E poi io scrivo per i lettori, sono come i nipotini seduti a gambe incrociate nel salotto del nonno. Ti pare che il nonno possa raccontare la storia e poi sparire, senza dar loro retta?

4. Come scritto nella mia recensione, viene spontaneo leggendo Multiversum immaginarlo trasformato in film. Se ciò dovesse avvenire che attori vedresti nei panni dei protagonisti?

Intanto ti ringrazio e incrocio le dita, non si sa mai... (everything is possible!). Per il ruolo di Jenny proporrei Abigail Breslin (Little Miss Sunshine, La ricerca dell'isola di Nim...), mentre ho delle difficoltà a individuare il protagonista maschile. E' gradito il parere dei tuoi lettori. Scatta il casting? Per i ruoli "minori" (ma decisivi) mi viene in mente solo quello dell'enigmatico veggente malese, che affiderei a Gabriel Byrne o, e qui la sparo grossa, a Steven Tyler degli Aerosmith, per un sorprendente cammeo da attore!

5. Se pensassi ad un Leonardo in una dimensione parallela, come vorresti che fosse? Come te lo immagineresti?

Bella questa. Al momento sono diventato papà, è uscito il romanzo, ho una compagna deliziosa... quindi non ne voglio sapere niente del mio alter ego! Scherzi a parte, sono certo che un altro Leonardo, in un universo parallelo, qualche anno fa ha lasciato l'Italia per esplorare il mondo. Si è fermato da qualche parte, ha conosciuto una cultura nuova, e poi è ripartito per proseguire il viaggio. E' esattamente quello che avrei fatto se non avessi incontrato la mamma di mia figlia. Quindi, da qualche parte, è accaduto.

6. Qual è il messaggio che vorresti trasmettere al lettore con il tuo romanzo?

Vorrei che i miei lettori si guardassero attorno e riflettessero sul fatto che la realtà circostante non è altro che una pellicola. Oltre questo strato, c'è molto di più. Siamo legati a un'osservazione lineare delle cose, ragioniamo sempre in termini di causa ed effetto. Vorrei che i miei lettori facessero come Alex e Jenny, che si muovono TRA le cause e gli effetti. Come se l'intera vita dell'umanità potesse essere racchiusa in un ipotetico cd, che ha un inizio e una fine, ma che nelle nostre mani si offre nella sua sincronicità.

7. Sappiamo che sei un grande fan del maestro dell' horror Stephen King (come la sottoscritta). C'è qualcosa che vorresti poter rubare al grande King o qualcosa nella sua scrittura che ti ha ispirato per Multiversum?

Per quanto mi riguarda, vorrei rubare a King la capacità di poter scrivere anche la lista della spesa e riuscire ugualmente a ipnotizzarmi. I suoi romanzi sono da sempre una fonte inesauribile di ispirazione per me. Mi piace molto il modo che ha di raccontare le retro-storie dei singoli protagonisti, giocando sui flashback e sulla loro memoria. E adoro alcune icone che ha saputo creare (Jack Torrance, John Coffee...) che non se ne andranno mai dal nostro cervello, o dal nostro cuore. Se sarò bravo anche solo la metà del Maestro, a fine carriera, sarò molto felice. Ma qualcuno sostiene che l'allievo debba sempre superare il Maestro... giusto? Perché non provarci?

8. Ogni scrittore ha la sua fonte d' ispirazione. La tua qual è?

I continui sogni lucidi nei quali mi ritrovo, da un momento all'altro, senza preavviso. Sono come dei flash che si frappongono tra i miei occhi e la realtà circostante (quando guido è un problema!). Io inizio a scrivere sempre in seguito a uno di questi flash. Vedo qualcosa, sento una voce dentro di me, vedo un personaggio tendermi la mano e trascinarmi in un mondo. Tutto comincia lì.

9. Dalla tua biografia ho saputo che ci sono altre passioni, all' infuori della scrittura, che animano il tuo cuore. Vuoi parlarcene?

Ho preso da mio padre la passione per la musica (lui è stato un grande violista, prima viola della Scala di Milano e insegnante al Conservatorio). Da sempre suono, canto, compongo brani e colonne sonore. Tra il 2000 e il 2004 sono uscito con 3 dischi sul mercato, pubblicati per Dragonheart Records. La mia band si chiamava Beholder, ce la siamo spassata alla grande! In seguito mi sono avvicinato alla recitazione per studiare doppiaggio, e sono diventato doppiatore professionista (qualche amante dei videogiochi mi conoscerà perché sono uno di quelli che grida "granata!" in Call of Duty, da diverse edizioni, oppure per essere stato il "medico" di Assassin's Creed II...). Le passioni artistiche sono sempre di casa, insomma... e per questo devo ringraziare l'attitudine dei miei genitori, che non hanno mai smesso di incoraggiarmi su ogni fronte.

10. Quali altri sogni vorresti che si realizzassero? Sia in ambito lavorativo che privato.

In ambito privato mi basta avere una famiglia felice, con tanti figli, in salute, piena di interessi e passioni (poca roba, no?). In ambito lavorativo punto più in alto possibile, perché l'ambizione deve sempre volare: vorrei che uno dei miei romanzi, un giorno, diventasse un film. Ma anche da questo punto di vista ho le mie prese di posizione piuttosto decise: non venderei i diritti a una produzione italiana. Perlomeno, non finché scrivo romanzi distopici/fantascientifici/thriller/avventurosi... in poche parole, finché scrivo!

In conclusione, ti ringrazio ancora per la tua simpatia e la tua disponibilità. Un grosso in bocca al lupo per tutto!

Crepi il lupo, un saluto ai tuoi lettori e un grazie di cuore anche a te! Ci vediamo presto nelle infinite strade del Multiverso... LP

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